Il fenomeno della violenza sulle donne, in questo inizio di terzo millennio, ha assunto connotati talmente eclatanti e drammatici da giustificare l’assunzione, nel descriverlo, di un neologismo, terminologicamente sgradevole ma sicuramente efficace: “femminicidio”.
La nuova struttura, ultimo, in ordine di tempo, tra i numerosi progetti curati dal CeIS, è stata pensata come residenza in semiautonomia e nasce dall‘esigenza di creare accoglienza ed ospitalità per donne sole o con figli minori, in dimissione dai Centri Antiviolenza, al fine di consentire loro il compimento di un percorso orientato al pieno raggiungimento di una propria autonomia. Autonomia intesa non solo come capacità di accettazione, ma anche di ristrutturazione della propria identità, al fine di riformulare un proprio e, se necessario, diverso progetto di vita. Tale obiettivo viene perseguito soprattutto attraverso azioni di sostegno all‘autostima, di riqualificazione professionale, di inserimento lavorativo e nella ricerca di soluzioni abitative autonome.
Il Servizio, promosso in collaborazione con la U.O. Pari opportunità di Roma Capitale, dopo una prima fase orientata al recupero psicofisico e alla ricostruzione del „sé” delle donne vittime di violenza, le accompagna successivamente in un ulteriore periodo di reinserimento nella società fino a fornir loro gli strumenti di orientamento più idonei alla ricerca di un lavoro e di un‘abitazione, primi passi fondamentali verso l’acquisizione di quell‘autonomia necessaria per riprendere a vivere una „vita normale“ per sé e per i propri figli.
La struttura è organizzata come una piccola comunità, dotata di quattro stanze con bagno, in grado di ospitare almeno quattro donne fino ad un massimo di 10 persone, inclusi gli eventuali figli minori (in media 1 o 2 a nucleo), per un periodo compreso tra i 6 e i 12 mesi.

Obiettivi
L’obiettivo generale del Servizio è favorire il graduale reinserimento nel tessuto sociale ed il progressivo raggiungimento di un’autonomia della persona e dell’eventuale coppia madre- figlio.

Gli obiettivi specifici sono

  • Accoglienza e soddisfacimento dei bisogni primari per ogni donna e bambino accolti in struttura;
  • Ascoltare, informare, sostenere e orientare nella ricerca delle opportunità di lavoro e di alloggio presenti nel territorio;
  • Consolidare la collaborazione con i servizi di competenza (socio-sanitari, socioeducativi);
  • Sostenere la donna per il potenziamento delle relazioni familiari, parentali e sociali, ove esistenti;
  • Promuovere occasioni di aggregazione e di confronto tra le donne ospiti nella struttura;
  • Costruire insieme il percorso di accompagnamento individuale verso l’autonomia.

Metodologia
L’approccio metodologico, nell’indirizzare il suo obiettivo principale verso la persona e la qualità della sua vita, si basa sulle seguenti linee guida:

  • la consapevolezza dei bisogni (della donna e del suo contesto di riferimento)
  • le competenze professionali degli operatori
  • la flessibilità organizzativa ed operativa del servizio.

Modalità di accesso
Il servizio accoglie donne vittime, singole e/o con figli minori, provenienti dai Centri Antiviolenza che necessitano di un periodo di consolidamento e organizzazione mirate al reperimento di un lavoro ed un’ abitazione che permetta loro di acquisire l’autonomia necessaria per riprendere a vivere una “vita normale” per sé e per i propri figli.

Requisiti d’inserimento
Per accedere alla struttura è necessario che sia già progettato l‘avvio di un‘attività lavorativa e l‘inserimento in una struttura per l‘infanzia dei minori.

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