Il Programma San Carlo ha origine con la Comunità Terapeutica aperta nel 1979 ai Castelli Romani ed è da sempre considerato il laboratorio del CeIS don Mario Picchi. Da questa esperienza, infatti, si sono sviluppati e continuano a svilupparsi i nuovi programmi del Centro. Un laboratorio in continua evoluzione dove chiunque può sperimentarsi e contribuire al cambiamento. Questo servizio viene definito come un’organizzazione multifunzionale che ha come obiettivo il recupero ed il reinserimento sociale di persone con problemi di dipendenza da sostanze. Il programma si articola su quattro fasi:

  1. la sottrazione immediata dei soggetti dalla vita di strada, dalla criminalità, dall’uso di sostanze, dalla rete sociale in cui sono inseriti;
  2. l’accoglienza in una struttura contenitiva che stimoli una motivazione più profonda alla crescita e al cambiamento;
  3. la sperimentazione, con la giusta responsabilità, di processi di crescita;
  4. l’accompagnamento nel reinserimento sociale, verificando in maniera graduale e progressiva tutte le conoscenze, le abilità e le capacità acquisite e sperimentate precedentemente.


Destinatari

I profondi mutamenti sociali intervenuti in questi quattro decenni ci hanno portato ad elaborare risposte sempre più articolate e differenziate per fronteggiare il fenomeno della dipendenza il cui incremento, lungi dal conoscere soste, ha piuttosto subito al suo interno anche delle profonde trasformazioni; la figura del “dipendente” che oggi si rivolge alle nostre strutture è, infatti, molto più complessa e sfaccettata rispetto al passato e necessita pertanto di essere approfondita nei suoi numerosi aspetti:

  • poliassunzione: sempre più spesso i giovani non sono più fruitori di un solo tipo di droga specifico, ma spesso assumono sostanze diverse; tale assunzione è legata sia alla situazione del momento sia alla reperibilità della sostanza.
  • Disturbi psicopatologici
  • Crescente situazione di povertà: il problema economico non riguarda solo l’utente del servizio, ma l’intero sistema familiare
  • Frequenza numerosa di “senza fissa dimora”
  • Disoccupazione crescente
  • Bassa scolarizzazione e cultura
  • Microcriminalità legata a problemi di droga che per molti utenti coinvolge anche la famiglia
  • Uso e abuso di alcol
  • Gioco d’azzardo

Anche l’ambiente familiare del “dipendente” presenta nuovi aspetti caratteristici:

  • Progressiva destrutturazione della famiglia tradizionale
  • Genitori spesso consumatori di sostanze
  • Bassa scolarizzazione
  • Difficoltà lavorative ed economiche

Sulla base di tali considerazioni il Programma San Carlo propone un programma articolato tenendo presente:

  • il bisogno di essere immediatamente tolti dalla strada, dalla criminalità, dall’uso di sostanze
  • il bisogno di essere distaccati dalla famiglia d’origine e accolti in una struttura contenitiva che stimoli una motivazione più profonda al cambiamento
  • la necessità, una volta usciti dalla comunità, di essere accompagnati nella creazione di una nuova rete sociale, in collaborazione con le risorse del territorio.

Modalità di accesso
L’accesso avviene tramite i vari servizi del Ce.I.S. don Mario Picchi, tramite l’invio dei Sert, tramite contatto diretto con la Comunità, tramite passaparola fra famigliari ed ex utenti.

Requisiti d’inserimento
Requisito fondamentale è la disponibilità dell’utente ad accettare la proposta terapeutica (firma del contratto terapeutico), l’accordo con il Sert inviante, l’assenza di patologie psichiatriche che richiedano interventi totalmente contenitivi e controllo medico e infermieristico quotidiano.

Obiettivi
La possibilità di differenziare gli interventi permette la reciproca integrazione fra persone che hanno vissuto esperienze diverse. La varietà delle situazioni, degli individui e dei vissuti presenti in Comunità, infatti, consentono la creazione di una microsocietà reale, in cui i residenti possono riconoscersi ed esprimersi secondo i propri limiti e le proprie potenzialità. E’, infatti, nel rapporto fra pari, nel confronto con l’autorità, nell’assunzione del senso di responsabilità e nella ricerca della socializzazione che si pongono le basi per il reinserimento sociale. Le quattro fasi, pur distinte tra loro e caratterizzate ciascuna da obiettivi specifici propri, sono tuttavia tenute insieme de correlate da un iter terapeutico e strutturale basato sulla motivazione, sul lavoro introspettivo e sulla responsabilizzazione che accompagna l’utente fino alla completa autonomia e al totale reinserimento nella società. L’Iter si propone come un sistema aperto all’interno del quale non si seguono tempi rigidamente strutturati e predeterminati ma si mantiene la flessibilità necessaria per rispondere ai tempi di ogni singola persona. Il programma terapeutico proposto è, in sintesi, un servizio all’uomo prima di essere un servizio per combattere la dipendenza.
Il mutuo aiuto, la forza positiva che nasce dall’aggregazione e dalla convivenza, i valori della condivisione e della collaborazione, permettono l’esprimersi della dimensione più profonda dell’essere umano: la solidarietà.

Metodologia

La metodologia del Programma persegue gli obiettivi specifici di ogni singola fase, pertanto è previsto l’impiego di strumenti educativi che fanno riferimento sia a convinzioni ed esperienze acquisite negli anni, sia ad orientamenti psicologici che vanno da quello umanistico a quello socio-cognitivo e comportamentista.
Le attività rivolte agli utenti possono essere di gruppo o individuali specifiche e mirate nel rispetto dei bisogni degli utenti, tenendo conto dell’iter terapeutico personale. Sono previsti interventi specialistici quali lo Psicodramma classico di Moreno, la terapia della Gestalt, la terapia centrata sul cliente di Rogers.

Strumenti

  • Gruppi di incontro ( terapia Rogersiana – approccio centrato sulla persona)
  • Gruppi di espressione delle emozioni (Cassriel)
  • Psicodramma (classico Moreniano)
  • Attività di Animazione sociale
  • Gruppo sulle problematiche relative l’uso di alcol
  • Gruppo sulla genitorialità
  • Seminari informativi e formativi
  • Incontri generali
  • Colloqui individuali
  • Gruppi per l’organizzazione dei settori di lavoro (ergoterapia)
  • Riunioni tecniche-organizzative
  • Attività di problem solving
  • Palestra