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Il principio del fenomeno delle tossicodipendenze, almeno sotto l’aspetto della sua diffusione su larga scala, per quel che riguarda il nostro Paese, può essere inquadrato nel periodo che va dalla fine degli anni ’60 all’inizio degli anni ’70. Nel quasi mezzo secolo trascorso, tale fenomeno, ben lungi dall’esaurirsi è andato progressivamente assumendo forme sempre nuove e in continua evoluzione, che hanno ulteriormente aggravato le conseguenze del suo impatto sul nostro vivere quotidiano e sulla nostra convivenza civile. Il problema delle dipendenze, se da un lato non fa ormai più distinzione tra sostanze e principi farmacologici legali ed illegali, dall’altro va interessando gruppi sempre più ampi e diversificati del nostro tessuto sociale. Il ventaglio della dipendenza, accanto alle sostanze, per così dire tradizionali (Cannabis, Cocaina, Eroina), si è andato arricchendo sempre più di nuovi principi attivi. Da ultimo, ma non certo in ordine di gravità, il recente fenomeno della dipendenza senza sostanze, quale, ad esempio, la cyberdipendenza, lo shopping compulsivo, il gioco d’azzardo, anoressia e bulimia, la dipendenza da sesso, etc…. Bisogna pensare ad un’azione di prevenzione che possa esprimersi come intervento sulla comunità nella sua interezza, affinché l’azione educativa, culturale e formativa coinvolga il più ampio numero di ragazze e ragazzi, e non soltanto gruppi a rischio. Appare importante, quindi, in una politica di prevenzione del disagio giovanile, promuovere l’empowerment ed incrementare l’autoefficacia personale dei giovani, al fine di contrastare e superare quel senso di insicurezza ed instabilità emotiva provenienti sia dalle implicite richieste sociali che dalla stessa natura intrinseca della fase adolescenziale. In oltre quarant’anni di intervento, sul terreno della lotta alla dipendenza, il CeIS è stato sostenuto dall’insegnamento, morale e pratico, che il suo fondatore don Mario Picchi ha riassunto nei principi base della filosofia “Progetto Uomo”, che pone la persona umana al centro della storia, come protagonista, affrancato da ogni schiavitù, tesa al rinnovamento interiore, alla ricerca del bene, della libertà e della giustizia. Per riassumere le note che precedono, si vuole qui riaffermare quello che può ritenersi il concetto cardine attorno al quale ruota tutta l’azione del Ce.I.S., fin dalle origini: il concetto di recupero integrale della persona per sostenere il quale lo stesso DPA ha promosso la sostituzione del termine riduzione del danno (harm reduction con quello di riduzione del rischio (risk reduction). La riduzione del rischio, nella sua strategia applicativa, propone politiche di prevenzione efficaci, in grado di mitigare non i danni già esistenti, come nel caso dell’harm reduction, bensì di intervenire prima ancora che il disagio sociale prenda forma di tossicodipendenza.

Roberto Mineo

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