“Progetto Uomo” è l’insieme di principi e di valori che guidano il lavoro del CeIS don Mario Picchi dagli anni ‘70 e ai quali si sono ispirati tanti gruppi e associazioni in Italia e nel mondo, in particolare per liberare i giovani dalla dipendenza della droga.
“Progetto Uomo” non è una metodologia specifica o un credo filosofico né tanto meno una terapia, ma più semplicemente l’insieme di princìpi e di valori che guidano l’azione di chi pone la persona umana al centro della storia, come protagonista affrancata da ogni schiavitù, tesa al rinnovamento, alla ricerca del bene, delle libertà, della giustizia. È la valorizzazione della propria identità rispettando nello stesso tempo quella degli altri, valorizzando il dialogo e la cooperazione.
“Progetto Uomo” – ha ripetuto sempre don Mario Picchi – vuol dire “amare”. Amare tutte le creature e il loro valore, senza giudicarle, ma rispettandole e aiutandole. Il suo significato nel XXI secolo – aveva aggiunto recentemente – rimane intatto e si pone anzi con rinnovato vigore dinnanzi alle tante sfide riguardanti le nuove generazioni e la sofferenza di uomini e donne di ogni età.
Il CeIS ha sempre cercato di avere una visione “corretta” delle persone. Rafforzare tale visione significa dare ai giovani la possibilità di non avere più bisogno delle sostanze per essere se stessi.
Ispirandoci a “Progetto Uomo” ci riconfermiamo di credere in ciascuna persona, indipendentemente dalle sue qualità, cultura, livello sociale, economico e politico.
Non è soltanto una terapia e non è soltanto un metodo: è dare valore alla propria identità rispettando nello stesso tempo quella degli altri, promuovendo il dialogo e la condivisione.
E’ la proposta di una pedagogia del rispetto della “differenza” come opposto all’indifferenza, che invita ad assumere la diversità dell’altro come valore, fonte e arricchimento reciproco, come spinta alla collaborazione autentica.
Le terapie e i metodi pedagogici che abbiamo adottato, le diverse strutture che siamo riusciti a realizzare, le scuole di formazione, sono soltanto strumenti. Cambiano infatti le terapie e le strutture, ma non cambia l’obiettivo: la rinascita dell’uomo fragile.
L’evoluzione dei nostri programmi e degli interventi del CeIS sono paralleli alla continua e attenta lettura della storia dell’uomo inserito nel contesto del suo tempo. Da qui la necessità di progetti dinamici, modelli d’intervento il più possibile flessibili e personalizzati con un chiaro obiettivo: differenziare la propria offerta terapeutico-educativa per rispondere a bisogni in continuo mutamento.