Il CeIS di Roma è una libera associazione senza scopo di lucro promossa alla fine degli anni ’60, e costituitasi legalmente nel 1971, dal sacerdote Mario Picchi con il fine di affrontare i problemi derivanti dall’emarginazione e dal disagio giovanile e familiare.
All’inizio gli sforzi del CeIS sono stati soprattutto tesi a sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi delle guerre, della fame, della povertà e del disagio giovanile. Più tardi la diffusione del consumo di droghe raggiunse livelli allarmanti e il CeIS accettò la sfida e iniziò a operare in questo campo.
Nasceva così, e a poco a poco andava sviluppandosi, un progetto per una nuova cultura della vita, articolato in diversi programmi educativi e terapeutici, la cui filosofia di riferimento è stata chiamata Progetto Uomo.
Le due parole, Progetto e Uomo, esprimono l’essenziale: l’impegno a considerare la persona come il centro della storia, una storia aperta al futuro e sempre più umanizzata. L’uomo nella sua piena dignità, prescindendo dalla sua razza, religione, cultura, livello sociale, possibilità economiche e potere politico. In questa ottica Progetto Uomo vuole essere una proposta di interscambio e dialogo, iniziando dalla possibilità di guardare in se stessi, di fermarsi per analizzare l’origine del proprio disagio, per poi comunicarlo e condividerlo con gli altri.
La volontà di creare autonomie e non dipendenze ha spinto il CeIS a sviluppare un sistema di servizi aperto, un movimento di idee e proposte più che una organizzazione rigida.
A Roma e nella provincia si sono moltiplicate le strutture e i servizi del Centro Italiano di Solidarietà, evolutisi nel tempo secondo le nuove esigenze e richieste degli utenti. Dalla comunità terapeutica per assuntori di droghe con legami sociali ancora saldi (CT Santa Maria, in origine a Torvaianica sul litorale laziale e poi nel complesso di Via Appia Nuova, in zona Capannelle), al Programma “Serale” per adulti lavoratori; dall’Accoglienza diurna ai servizi specifici per adolescenti (Mentore) e per bambini di famiglie problematiche (Mani Colorate nella struttura di lungotevere Raffaello Sanzio, già sede della Comunità di Reinserimento degli ospiti provenienti dalla CT, negli anni 80); dalle attività in favore delle scuole e degli insegnanti, oltre che degli studenti (“Koiné” e poi Gulliver), per la prevenzione del malessere e la promozione del benessere alle iniziative culturali, educative, informative con la rivista “il delfino” (dal 1976), il centro studi e la biblioteca Agorà, i libri, i manuali, i rapporti di progetto e dalla fine degli anni Novanta la newsletter e il sito Internet); dal “Barone Rampante” per persone senza fissa dimora a Eco per giovani in doppia diagnosi (tossicodipendenza e problemi psichiatrici); dall’assistenza domiciliare ai malati di Aids al gruppo di volontariato per l’assistenza agli anziani; dalle iniziative in favore di stranieri immigrati, rifugiati e richiedenti asilo politico alla più recente comunità “La Casa” per pazienti psichiatrici dimessi dagli ospedali.
La consapevolezza delle differenze culturali ha suggerito inoltre la ricerca di collaborazione con altre organizzazioni, invece che produrre un modello da esportare in altre città e nazioni. Questo processo fu messo in atto tramite la Scuola di Formazione del CeIS dove sono stati formati operatori provenienti da molti paesi. Sono nati così Programmi, Associazioni, Federazioni in Italia, Spagna e in molti altri paesi dove a tutt’oggi, con le dovute e necessarie elaborazioni, vengono applicati metodologie e strumenti del Progetto Uomo. Tutte queste organizzazioni sono assolutamente autonome dal punto di vista operativo, amministrativo e giuridico e offrono servizi diversi in base alle esigenze delle aree geografiche in cui operano.

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