Oggi abbiamo partecipato alla Prima Giornata Regionale delle Dipendenze.
Un’occasione importante, nata con l’obiettivo di promuovere informazione e consapevolezza sulla rapidità con cui cambia il fenomeno delle dipendenze, e per rafforzare la rete tra istituzioni e associazioni del territorio al fine di potenziare educazione, prevenzione e inclusione sociale.
Il messaggio centrale di questa giornata è stato questo: guardare oltre il dato, per riportare al centro le persone. Per farlo serve profondità, serve essere DEEP. Solo così possiamo entrare nelle esperienze e nelle sensazioni di chi vive la dipendenza, ascoltando la complessità delle storie di chi le vive in prima persona.
Noi del Ce.I.S. siamo onorati di aver condiviso questa giornata con personalità istituzionali che hanno dimostrato attenzione e vicinanza al tema: il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, l’assessore all’Inclusione sociale Massimiliano Maselli, il segretario della Commissione Affari sociali della Camera Paolo Ciani, e il presidente dell’ASP ISMA Antonio De Napoli.
Particolarmente significativa è stata la presentazione della ricerca “Le dipendenze digitali tra i minori”, realizzata da ISMA e dall’Istituto Piepoli su 500 genitori del Lazio. I risultati parlano di una realtà che investe ogni famiglia: lo smartphone è usato abitualmente dall’83% dei ragazzi e il 40% dei genitori ammette di avere conflitti con i figli legati alla tecnologia. Oltre la metà di loro, inoltre, riconosce di utilizzare dispositivi digitali in casa più di quanto vorrebbe.
Parliamo di un tema complesso, che richiede risposte altrettanto complesse. Ed è qui che entra in gioco ACTA Lazio, l’associazione che unisce tutte le Comunità Terapeutiche Accreditate del Lazio, di cui facciamo parte con orgoglio.
ACTA ha portato il proprio contributo con un tavolo dedicato, perché crediamo fermamente in un cambio di passo nel rapporto tra istituzioni e il mondo impegnato nella lotta alle dipendenze. Un cambiamento culturale, organizzativo, ma soprattutto nei contenuti e nelle proposte, reso possibile dalla forza di una presenza capillare sul territorio e dalla competenza di chi, come noi, è da sempre in prima linea nella lotta più complessa del nostro tempo.
La strada è ancora lunga, ma stiamo già camminando insieme nella direzione giusta

















