“Durante i periodi più lunghi trascorsi fuori dalla comunità, ho potuto riscoprire il valore della socialità e del rapporto con gli altri. Con il tempo mi sono sentito più libero da pensieri confusi e più capace di stare nelle relazioni con chiarezza e lucidità. Oggi riesco a riconoscere quando una persona si nasconde dietro le bugie e lo guardo con la consapevolezza di chi ha capito quanto sia importante essere liberi e autentici. Il reinserimento mi ha aiutato a non nascondermi più e a incontrare gli altri in modo più sincero.”
Al. Pe.
“Nel mio reinserimento socio-lavorativo mi sono sentito seguito con cura e attenzione. Il mio operatore e l’équipe hanno saputo accompagnarmi conoscendo le mie fragilità emotive e aiutandomi ad affrontare un contesto lavorativo delicato, come quello ospedaliero. Questo supporto mi ha permesso di superare paure e difficoltà che avrebbero potuto ostacolarmi. Per questo provo gratitudine: oggi sento di stare ricominciando a camminare.”
Da. De. An.
“Nel reinserimento socio-lavorativo ho imparato che tornare fuori non significa solo riprendere delle attività, ma anche rimettersi alla prova nelle relazioni, nelle responsabilità e nelle scelte di ogni giorno. A volte ho sentito paura e insicurezza, ma essere accompagnato dall’operatore e dall’équipe mi ha aiutato a non affrontare tutto da solo. Mi sono sentito sostenuto nei momenti di difficoltà e incoraggiato a riconoscere le mie risorse. Oggi vivo questo percorso come una possibilità concreta per costruire qualcosa di nuovo, un passo alla volta.”
Vi. As.
“Per me il reinserimento è stato come imparare a camminare di nuovo in un mondo che prima mi sembrava difficile da affrontare senza scappare. Ho provato emozioni diverse: entusiasmo, timore, responsabilità e anche fatica. Il sostegno ricevuto mi ha aiutato a dare un nome a queste emozioni e a non farmi bloccare da esse. Sentirmi seguito con attenzione mi ha permesso di affrontare il fuori con più fiducia. Oggi sento di poter essere utile anche agli altri, facendo da specchio e condividendo la mia esperienza.”
Ma. Bi.
Quattro nuove testimonianze, quattro sguardi diversi su una delle fasi più importanti del percorso terapeutico: il Reinserimento Socio-Lavorativo.
Un passaggio delicato, come si legge dalle parole dei ragazzi, fatto di entusiasmo e timore, responsabilità e fatica. Reinserirsi, infatti, non significa solo tornare a svolgere un’attività lavorativa, ma riprendere in mano la propria vita.
Ed è per questo che ci uniamo ai ringraziamenti dei nostri ragazzi per gli operatori e per tutte le équipe. Ogni professionista che collabora con noi conosce la delicatezza di questa fase e sa accompagnare il reinserimento con cura, ascolto e attenzione alle fragilità di ciascuno. Senza di loro, il ritorno alla vita quotidiana sarebbe un passo molto più difficile da compiere.
Come sempre, poi, un ringraziamento speciale va anche a Fondazione Roma: senza il loro sostegno, molte di queste possibilità non esisterebbero. Grazie a loro, i percorsi di reinserimento si trasformano in opportunità di lavoro concrete che aprono i nostri ragazzi all’indipendenza e alla piena ripresa della propria autonomia.









