I dati diffusi ieri, nel corso della conferenza stampa di presentazione della Relazione 2026 al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia, tracciano un quadro che non può lasciare indifferenti. Droga, gioco d’azzardo, nuove sostanze psicoattive: un fenomeno in crescita, che non risparmia fasce d’età sempre più giovani e che si nutre di sostanze sempre più potenti e insidiose. «Sono i numeri di una pandemia che ha la caratteristica di non essere percepita come tale», ha sottolineato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.
A lanciare l’allarme, insieme al Sottosegretario Alfredo Mantovano e ai rappresentanti delle istituzioni territoriali, sono numeri: uno studente minorenne su quattro ha provato almeno una sostanza illegale. Tra i 15 e i 19 anni la percentuale sale al 26%. Cannabis e cocaina restano le più diffuse, ma cresce in modo preoccupante la diffusione di cannabinoidi sintetici, nuovi oppioidi e sostanze psicoattive sempre più difficili da intercettare. “Non è un problema solo di controlli“, ha continuato Mantovano. “Nessuna famiglia può considerarsi immune“. E noi del Ce.I.S. non possiamo che fare nostre queste parole, perché da oltre cinquant’anni siamo in prima linea, ogni giorno, nell’ascolto, nella cura e nella prevenzione; soprattutto nella divulgazione, perché informare famiglie e studenti è il primo passo per contrastare le dipendenze.
È, infatti, un’allarme che non ci trova impreparati, ma che ci chiama a fare di più. E che ci porta, domani, a essere presenti anche alla delegazione che incontrerà il Presidente della Repubblica al Quirinale, in occasione della Giornata Onu contro le dipendenze. Un gesto di vicinanza che il Capo dello Stato rinnova anche quest’anno, e che per noi rappresenta un riconoscimento prezioso e un ulteriore stimolo a continuare.
Perché di fronte a questi numeri così preoccupanti, la risposta può essere soltanto una: la capacità di intercettare il disagio prima che diventi dipendenza.

