Oggi, al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si è celebrata la Giornata Mondiale contro le droghe e le dipendenze, per ribadire l’urgenza di una risposta collettiva a un fenomeno che continua a mietere sempre più vittime. Tra i presenti, anche il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, insieme a rappresentanti delle comunità terapeutiche italiane.
“Il patrimonio principale di cui il nostro Paese dispone è dato dalla generazione che sale, dai bambini, dai ragazzi, dai giovani. Curarli, averne cura, dar loro prospettive che li rassicurino ed escludano condizioni insidiose come quelle della droga è un fronte decisivo”, ha detto Mattarella. “Anche soltanto il recupero di una persona, per il valore incommensurabile che ha ciascuna persona, è un successo straordinario, inestimabile“.
Il ringraziamento del Presidente a chi opera su questo fronte è stato enorme, così come il suo invito a uno “sforzo corale del Paese, pubblico, privato, delle istituzioni, della società, delle sue varie componenti“. Parole che ci hanno profondamente toccato, perché descrivono esattamente quello che facciamo ogni giorno.
Noi del Centro Italiano di Solidarietà eravamo presenti, in prima linea, come sempre. Per noi è stata la testimonianza di un impegno che portiamo avanti da oltre cinquant’anni, accanto a chi lotta per uscire dalla dipendenza e a chi cerca di prevenire che altri vi cadano.
Il Sottosegretario Mantovano ha sottolineato che “sta emergendo un vero e proprio modello italiano” nel contrasto alle dipendenze, fondato sulla capacità di fare squadra a tutti i livelli. Un modello che integra Comuni, Regioni, servizi socio-sanitari, scuole e Terzo settore, e che rifiuta un approccio “meramente medicalizzante” per puntare sul recupero integrale della persona attraverso vicinanza umana, studio, lavoro e sport.
Ed è esattamente il modello in cui crediamo e che pratichiamo ogni giorno. Per questo essere stati al Quirinale, accanto al Presidente della Repubblica e a chi condivide la nostra stessa battaglia, ci riempie di orgoglio e ci spinge a continuare con ancora più determinazione. Perché la lotta alle droghe non si vince da soli. Si vince insieme, come comunità e come Paese.










